A ben pensarci si parla di “Pasquarte” dalla fine degli anni Ottanta, quando papà pensò di dare un nome e creare un unico contenitore per il complesso di manifestazioni artistiche da sempre organizzate a corollario delle tradizionali, secolari manifestazioni di religiosità popolare. Mi tornano in mente, sicuro di dimenticare qualcuno e scusandomi in anticipo di ciò, i nomi di chi a vario titolo contribuiva alla buona riuscita della manifestazione: i proff. Andrea Zenzaro e Giovanni Cassibba, Pippo Vona e poi ancora i maestri Salvatore Cacciaguerra, Saverio Ricordo e Pippo Parisi. E’ anche con il contributo mio e di questi ultimi che in tempi più a noi vicini l’evento si è aperto a nuovi orizzonti e prospettive uscendo dal limitante ambito delle sole arti figurative per ospitare al suo interno momenti culturali di vario genere: conferenze e mostre didattiche sulle nostre tradizioni religiose e gastronomiche con degustazione di prodotti tipici, esposizione degli abiti degli angeli, concerti e concorsi musicali, rappresentazioni teatrali…Che dire ancora? Nulla più, perché è sconveniente entrare a cuor leggero nei ricordi. E allora, levando in alto i calici, si brindi ancora a “Pasquarte” augurando il più sentito “ad multos annos”.
Giuseppe Cassarino –
nella foto: “Valle di Comiso notturno” di Pino La Rosa