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Buona domenica, continuiamo a raccontare PasquaArte attraverso i testimoni veraci che con vera passione hanno saputo custodire tutto nel cuore.

Buona domenica, continuiamo a raccontare PasquaArte attraverso i testimoni veraci che con vera passione hanno saputo custodire tutto nel cuore.
Mi rivedo bambino, affondato tra i cuscini del divano in similpelle marrone dell’ufficio parrocchiale di mons. Battaglia, sento la sua voce sempre gioiosa ed entusiasta che duettando con quella di mio padre su date, regolamenti, temi, premi e quant’altro mi affascina ancora e apre nella mia mente fantasiosi e variegati scenari di figure dipinte, disegnate, scolpite, fotografate, che si sarebbero materialmente concretizzati con l’arrivo delle opere, l’allestimento delle mostre fino alle cerimonie di premiazione. Quante edizioni ed altrettanti ricordi. Memorabile fra queste, quella dell’83 quando Comiso, sconosciuto e periferico paese del Far – Sud si trovò alla ribalta mondiale per essere divenuto la città dei missili. Bisognava prepotentemente andare in controtendenza, affermare secondo i valori cristiani la nostra volontà di quella Pace, che costituisce da sempre il nucleo fondante, il cuore, il simbolo della nostra festa. Nacque, così, allora, il tema del concorso “Da Comiso un messaggio di pace”, che prevedeva la creazione di un manifesto turistico atto a promuovere la festa. Centinaia le opere pervenute, enormi il riscontro e il risalto mediatico (G.Cassarino)